giovedì 28 marzo 2013

Dottor Shanti e il mio CittaVrtti

Racconto d'India di Francesco Castellano, Yogin, giocoliere, arrampicatore e molto altro. Le giravolte della Vita hanno stranamente - ma nemmeno troppo - legato il suo viaggio ad un altro cammino indiano, il mio, avvenuto un anno prima (almeno così dicono i calendari...). Grazie mille, Francesco!
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Dr.Shanti- Che ci fai qui in India?
Citta Vrtti- Sempre bello cominciare con una domanda, non trovi?
D- (ci pensa un attimo) Perchè secondo te?
C- Ora però nei stai facendo troppe...
D- Rispondi a quella che preferisci
C- Nella domanda c'è la libertà del possibile, c'è il divenire, l'aspettativa, il desiderio, quindi la curiosità.. nella risposta c'è definizione e troppe definizioni annoiano la Verità... non sarebbe bello rispondere sempre con altre domande?
D- (di nuovo pausetta) Una buona risposta ha bisogno di un buon ascolto... forse basterebbe aspettare un attimo in più, anche solo il tempo di un buon respiro... o no?
C- (respiro) Come nel Corano: c'è scritto qualcosa come “se quello che dici non è più nobile e meraviglioso del suono del silenzio, allora taci”.
D- (pausa)
C- (pausa)
D- (pausa)
C- (pausa)
così per 89  pause poi
D- Hai letto il Corano?
C- No, l'ho sentito in un film.
D- (pausa)
C- (pausa)
cosi' di nuovo per 101 volte...

mercoledì 27 marzo 2013

definizioni


"troppe definizioni annoiano la Verità" (cit.)

mettersi in contatto con le "viscere" e seguire il suggerimento che proviene dall'interno.
le definizioni, le filosofie, le elucubrazioni su quello che si ritiene oggettivo sono noiose per tutti, Verità compresa...
ché, oltretutto, è raro, l'"oggettivo": allora rivalutare il "soggettivo", l'ascolto interiore, è un buon proposito per ciascun giorno.





venerdì 22 marzo 2013

latitudine senza terra?


Walker (Tsai Ming-liang, 2012) from vanslon on Vimeo.

mi piace tanto stare nei suoi passi, nella sua dimensione senza spazio, nella consapevolezza estrema che lascia solo punti di riferimento interni.
non gli importa "dove", gli importa "come": questa è la terra che lo orienta nel suo viaggiare.

allora penso che, in effetti, anche io ce l'ho, una terra che conduce le mie latitudini.
grazie a quella terra visibile mi permetto il lusso di perdermi, di togliere "certezze" (sennò diventano gabbie), ché il "come" è davvero più importante del "dove".
la terra che mi orienta sono le persone che amo e che mi amano; sono le "viscere" che ho imparato ad ascoltare in maniera sempre più imprescindibile nello Yoga; è viaggiare la Vita con la fiducia, cieca come solo la vera fiducia può essere, che in fondo la Vita ha sempre, sempre ragione, quando è facile e quando è faticosa, quando è leggera e quando tutto sembra bloccarsi.

appoggio lo sguardo lungo l'argine del fiume che passa vicino alla casa in cui vivo ora e mi aspetto di vedere la figura rossa del "walker", immobile nel suo viaggiare.

martedì 19 marzo 2013

perdersi


"perdersi è l'unico modo per trovare un posto che sia introvabile. altrimenti chiunque saprebbe dove trovarlo" 

è la frase di un blockbuster, poco intellettuale, uno di quei film che ti riempiono gli occhi e svuotano il cervello.
a volte ci sono più verità in un dialogo de "Pirati dei Caraibi" che in tonnellate di chiacchiere filosofiche.

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