mercoledì 29 aprile 2015

Cambiare Vita - ovvero una Yogini su Legalcommunity

disclaimer: con lo Yoga me la cavo, con la
tecnologia ho (ampi) margini di miglioramento.
Quindi non sono riuscita a raddrizzare
la foto per il blog.  Nella foto: il tavolo quando era
in progress 
Antonella Jannelli è sensibile e appassionata; fa la freelance nel mondo del giornalismo, a tema legale e non, e contribuisce a rendere il mondo un posto migliore collaborando con alcune ONG del no profit. 
Sul numero 34 del marzo scorso della rivista Legalcommunity è stata pubblicata l'intervista che Antonella mi ha fatto, all'interno della rubrica, tutta sua, dal titolo "Cambiare vita"; e per capire cosa ci fa una yogini all'interno di una rivista che si occupa di temi legali, è meglio leggerla...

DA ASPIRANTE MAGISTRATO A FONDATRICE DI KEYOGA
Dal diritto allo Yoga.
Il passo non è breve, ma è quello che ha compiuto Laura Voltolina, 
Laureata in giurisprudenza, ha lavorato come formatore e, successivamente, nell'area consulenza di una della più grandi multinazionali del settore.
Poi ha deciso di utilizzare le sue capacità e il suo bagaglio professionale per creare una nuova attività, l'associazione KeYoga (keyoga.it), di cui è fondatrice e anima.
Quando ci apre la porta, si vedono libri ovunque.
Libri di viaggi, filosofia, cultura orientale.
Libri studiati, sottolineati, vissuti, condivisi o ancora da leggere.
Solo un gruppo sfugge a questo caos creativo, organizzato in quattro solide colonne: codici e manuali di diritto sono stati cristallizzati, per sempre, da un cocktail di colle viniliche e industriali, e sorreggono il suo nuovo piano di lavoro.

In qualche modo ha voluto che il diritto continuasse a far parte della sua vita, anche se cristallizzato per sempre. Perché?
Provengo da una famiglia di commercialisti, rigorosi e precisi, molto poco emotivi e indulgenti a idee non convenzionali o non strettamente legate al concreto.
Quando, a 18 anni, dichiarai di volermi iscrivere a Filosofia, scese il gelo.
Tre mesi dopo mi convinsi che, in fondo, avrei potuto realizzare i miei sogni anche studiando Giurisprudenza.
Quali erano le sue motivazioni da studente di legge?
Erano da poco stati uccisi Falcone e Borsellino e nell'aria si respirava il desiderio di agire, di rimettere le cose a posto. Per me diventare magistrato significava acquisire gli strumenti per intervenire nella vita delle persone, per migliorare la realtà.
Cosa le è stato utile per la sua vita successiva?
In primo luogo, un certo rigore e organizzazione. Oggi gestisco un'attività mia e, naturalmente, è importante programmare efficacemente tutto, inclusi risultati economici e adempimenti amministrativi.
E poi?
L'abitudine ad analizzare quello che vedo. "Dubitare sempre e verificare sempre", mi dicevano, insegnandomi che le cose vanno cercate con curiosità, determinazione e buonsenso.
Ancora oggi il buonsenso è una delle mie chiavi interpretative, anche quando costruisco percorsi Yoga per i miei allievi.
Come ha deciso di seguire una nuova strada?
Prima della laurea ho iniziato a praticare Yoga e, poco dopo, sono stata ammessa in un'importante scuola quadriennale per insegnanti Yoga, impegnativa quasi quanto l'università. La sera e nei weekend insegnavo e, di giorno, proseguivo il mio iniziale percorso professionale. Poi, cinque anni fa, do deciso che era il momento di dedicarmi totalmente alla mia passione.
Come si vede ora?
Spettinata e contenta di esserlo.

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